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ALGORTIMI, GIOVEDI' ORE 16,00

ALGORTIMI, GIOVEDI' ORE 16,00

Disabilità. Quando in Italia si pronuncia questo termine si capiscono al volo due cose: serve un riempitivo e serve darsi un volto umanitario. Allo stesso modo di come molti ricchi e cinici fanno la carità per guadagnarsi una buona reputazione. Lo sanno bene gli oltre 3 milioni della nostra popolazione quando finalmente si arriva a parlare di loro, dei loro bisogni. La nostra cultura, pur di fondo cristiana cattolica, non ha ancora maturato l’amore per il prossimo, in particolare se disagiato, su cui si fondano l’inclusione e la parità. E pure, proprio la cultura cristiana ci insegna il valore fondamentale di ogni creatura vivente. Parto dunque così a parlare di “disabilità”, tema del nostro appuntamento di “Algoritmi” di giovedì 18 novembre alle ore 16 su La 1, la prima social Tv.
 

 

Il mio nipotino di undici anni, che frequenta la prima media, mi ha raccontato di avere in classe un compagno cieco. “Sai, nonna, lui appena faccio per muovere passi verso di lui e mi avvicino sa chi sono e mi chiama per nome. Tanti altri, che pure ci vedono, a volte nemmeno si accorgono di me”. Non solo. Il ragazzino non vedente è anche il più spiritoso. “Una mia compagna ha detto alla professoressa: io da qui non ci vedo!”. E lui, il mio amato compagno non vedente, ha lanciato questa battuta, anzi questa “freddura”: “Anche io non ci vedo!”. Ecco la grande risorsa dei figli minori, quelli che hanno la vista più lunga, la sensibilità più spiccata, il cuore più grande e il duro desiderio di vivere. Basta una classe per dimostrarlo e io che vedo questo ragazzo uscire da scuola con la mamma, che lo sostiene, vedo come un adulto, un angelo mandato per i suoi compagni.
Nell’ultimo governo Draghi dell’unità nazionale Matteo Salvini, il leader della Lega, ha voluto pur in un governo di emergenza e a termine, creare il Ministero della Disabilità. Sinceramente, io sono stata contraria, perché non reputo la “disabilità” una condizione separata e di persone con handicap. Penso che in tutti i dicasteri, in tutte le leggi e soluzioni debba essere contemplata tutta l’umanità, che apporta il suo contributo. E penso anche che per ognuno andrebbero pensate misure e provvedimenti adeguati. Un non vedente avrà bisogno di città senza barriere, io ho bisogno di rispetto umano, un altro di ascolto, un altro ancora di sostegno essendo un immigrato e così via. Ma tanto ha fatto Matteo Salvini che è riuscito in questa impresa. E cosa fa questo dicastero? Sappiamo solo che nella prossima cospicua allocazione di soldi a cominciare dal Bilancio è stato stanziato un pacchetto di 200 milioni in più per la disabilità, come recita una nota del preposto neo ministero. Come sapete i fondi in questa “era del furto legalizzato” sono fatti per “volare”, di questo mi pare si occupi ormai la politica e tanti, ma speriamo che qualcosa arrivi per fare cose veramente utili. Tuttavia, come ho detto all’inizio, anche una società predatrice, che ha sostituito i criteri del lavoro con quelli dello sfruttamento, per non farsi scoprire ha bisogno alla fine di fare qualcosa di umano. E così noi abbiamo la possibilità di parlare di queste bellissime cose che ho accennato. Sintonizzatevi sulla nostra rete e seguite la puntata di “Algoritmi” sulla disabilità perché parleremo anche di nuove frontiere della scienza grazie proprio ai meno fortunati fisicamente. Altro che handicap! Vi aspettiamo. Amate i vostri nemici, perché i miti erediteranno la Terra.

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